BIO

Mi chiamo Riccardo Loglisci, tra i vivi dal 1988. Dopo una carriera scolastica sì influente, ma in fondo qui trascurabile, mi imbatto in studi meno convenzionali, se possibile devianti, che fanno lentamente germogliare consapevolezze insolite, tanto inaspettate quanto da allora in poi essenziali nel mio percorso spirituale. Incrocio con disinvoltura buddhismo, gnosticismo e satanismo, e mi ritrovo più volte a condividere il pensiero di alcuni demoni piuttosto che quello dei santi. Anche nella musica, di cui sono ardente esploratore e mediocre esecutore, posso scivolare dalla sognante synthwave al desolante black metal senza riportare traumi apparenti.

Al momento per sopravvivere pratico malamente la nobile arte della falegnameria, mentre per vivere… be’, scrivo.

“There is somenthing at work in my soul, which I do not understand. I am practically industrious – painstaking; a workman to execute with perseverance and labour: – but besides this, there is a love for the marvellous, a belief in the marvellous, intertwined in all my projects, which hurries me out of the common pathways of men, even to the wild sea and unvisited regions I am about to explore.”

Mary Shelley, Frankenstein